enrico pennino

Enrico Pennino nasce a Napoli nel 1973. Esperto di comunicazione visiva e graphic designer, lavora per Zelig immagine e comunicazione come art senior. Nel 2002 insegna Progettazione Grafica presso il "Laboratorio di Grafica e Design", Napoli. Nel settembre 2004 è insignito, col team di Zelig, del prestigioso premio Compasso d'Oro per il progetto di identità visiva della Soprintendenza Archeologica di Pompei. Dal novembre 2004 è inoltre docente di Progettazione Grafica presso l'Istituto Superiore di Design di Napoli. Fra i suoi hobbie, la scrittura: nel 2005 pubblica la raccolta "Versi e Aforismi" e nel 2006 il racconto “Il Segno di Joao” entrambe edite da Scrittura e Scritture. Quest'ultimo, per la sua rilevanza sociale, è oggetto di studio da parte di alcune scuole del territorio nazionale come narrativa didattica.

Se la misura è colma…

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Ci si può vergognare se ad essere lesi sono i propri diritti? Si può, è surreale ma si può. Ci si può vergognare di reclamare mensilità di stipendio arretrate? Purtroppo si, nel limbo dove molti di noi sono finiti, forse a causa di scelte e valutazioni errate. Il rumore del nulla, il menefreghismo serpeggiante, il silenzio di convenienza, i sotterfugi. A noi vittime dei potenti non è dovuta dignità e siamo quasi arresi a non pretenderla. Ah già …la crisi, certo ci sono difficoltà, ci sono soprattutto quelle …e al contraio di chi insinua diversamente, non sono mai le stesse per tutti. Noi sottoposti, subalterni e sottomessi, sopravviaviamo condannati dai vetero-comunisti convertiti al capitalismo selvaggio, quello che prende e poco dà… quello che quando poco prende, nulla dà! Eppure offriamo educazione e serietà, responsabilità e pazienza, virtù mai troppo apprezzate da chi in un anno difficile ti chiede di essere “socio” e di stringere i denti, magari pronto a relegarti a ruolo di solita “merda” quando le cose si aggiusteranno. Non siamo operai alla catena di montaggio, il nostro mestiere “di concetto” dovrebbe renderci protagonisti di una professione, soprattutto dopo molto anni e così forse è nella pratica. E la considerazione? Ho imparato sulla mia pelle che ci sono esseri umani di serie A ed altri di serie B, sempre in lotta per non retrocedere ulteriormente agli occhi dei potenti. Potenti estemporanei, ex contadini risaliti, nobili decaduti con qualche lettera straniera nel cognome, gente nata con la camicia ed irrispettosa nei confronti della propria sorte. Un inutile gridare al vento, invettive accorate contro gente senza contenuto… intanto un altro giorno se ne va e la speranza si eclissa con la stima.

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